3 fattori per capire se la terapia breve è adatta

Psicoterapie brevi libro

Come capire se la terapia breve va bene? [immagine Freepik]

Perché iniziare con qualcosa di più lungo e faticoso quando si può provare a cominciare con qualcosa di più breve e semplice?

Forse non tutti sanno che David Malan, a capo di un gruppo di ricerca nella prestigiosa Tavistock Clinic di Londra (roccaforte della psicoanalisi), suggerì lui stesso che, prima di impegnare un paziente in un percorso a lungo termine, fosse opportuno provarne uno breve o, meglio ancora, un’unica seduta che possa rispondere alle sue esigenze.

Solo se questi tentativi fallissero, si dovrebbe allora pensare a una terapia a lungo termine.

Anche Hoyt è convinto che valga la pena provare un approccio di terapia breve, prima di suggerire al cliente qualcosa di più lungo.

Ciò nonostante, in Psicoterapie brevi riporta 3 fattori, evidenziati da Michael Yapko (ipnoterapeuta e autore di diversi libri sul trattamento della depressione con la terapia breve), che aiutano a capire quanto un paziente possa beneficiare di interventi di terapia breve:

  1. l’orientamento temporale della persona (se più legata al passato, al presente o al futuro)
  2. il valore generale dato al “cambiamento” (cioè se la persona è più ancorata a schemi tradizionali, o più se è più orientata alla ricerca del cambiamento)
  3. il sistema di credenze del paziente rispetto a ciò che costituisce un’esperienza terapeutica completa

In effetti, nella pratica clinica di un terapeuta breve può capitare di trovare pazienti che ritengono che per loro sia più adatta una terapia a lungo termine – ma che magari sono venuti dal terapeuta breve solo per provare. Forzarli in un approccio breve, andando contro la loro motivazione, probabilmente non darà grandi risultati.

Un terapeuta breve, per quanto fedele al proprio approccio o alla propria visione di una terapia dai tempi limitati, dev’essere capace di rendersi conto di quelle situazioni in cui la terapia potrebbe necessitare di tempi più lunghi.

Questo non significa necessariamente “dover fare una terapia a lungo termine”. Ad esempio, nella mia pratica clinica da terapeuta breve, per quanto la mia formazione da psicologo e i miei studi personali mi permetterebbero di vedere una persona anche per lunghi tempi, ho scelto volontariamente di non superare mai – fatte le dovute eccezioni – le 10 sedute. Quando mi rendo conto che una persona necessita di una psicoterapia a lungo termine preferisco inviarla da colleghi esperti in questo tipo di trattamenti.

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

PRE-ACQUISTA ORA “PSICOTERAPIE BREVI”

AVRAI DIRITTO A UN PREZZO SCONTATO E APPENA USCITO LO RICEVERAI DIRETTAMENTE A CASA TUA!

PRE-ACQUISTALO SUBITO: CLICCA QUI.

(entro il 30/11/2016 seleziona l’opzione “Ritiro diretto presso la casa editrice”: appena pronto il libro ti verrà spedito gratuitamente all’indirizzo che indicherai)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...