Cosa significa fare una terapia “breve”?

Psicoterapie brevi libro

L’aggettivo “breve” viene spesso frainteso quando si parla di psicoterapia. [immagine Freepik]

Spesso c’è l’errata convinzione che una “terapia breve” sia una “terapia superficiale”. Ma non è affatto così.

Le ricerche in psicoterapia hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della terapia breve, nonché la capacità di produrre effetti che si mantengono negli anni, verificati con rigorosi follow-up.

E tuttavia, spesso c’è un errore grossolano commesso da chi giudica le terapie brevi e, incredibilmente, anche da chi le pratica.

In Psicoterapie brevi Hoyt chiarisce questo punto in modo molto preciso, che può essere sintetizzato in questo semplice ma efficace passaggio:

“Sono un terapeuta breve, vivamente interessato all’efficenza: ma non tutto può essere portato a termine rapidamente. Per me, “breve” significa “sensibile al tempo” o “all’obiettivo” o “non più del necessario”: “breve” non significa automaticamente e necessariamente limitato a solo poche sedute.

Questo è anche uno dei motivi per cui l’autore parla della necessità di avere un approccio multiteorico, che dia cioè la possibilità di spostarsi da un orientamento all’altro (senza fare integrazioni confusionarie) a seconda delle necessità.

Il buon terapeuta breve (o qualunque altro terapeuta) ha bisogno di essere multi-teorico (e con competenze multiculturali), capace di concettualizzare e fare valutazioni da una larga varietà di prospettive, affinché i pazienti non vengano forzati su un letto di Procuste […] Come dice il proverbio: “Se tutto ciò che hai è un martello, tutto comincerà a sembrarti un chiodo”.

Non è difficile avere un approccio multiteorico (leggi anche questo articolo).

Personalmente, nel corso degli anni, sono passato dallo studiare la psicoanalisi junghiana alla psicoterapia strategica, fino all’ipnosi ericksoniana e alla Terapia a Seduta Singola. Come quando si impara una nuova lingua, ogni nuovo approccio, per quanto distante dal precedente, risulta più facile da apprendere, studiare e praticare, in parte perché condividerà, per forza di cose, degli elementi con alcuni o tutti gli approcci precedenti; e in parte perché l’esperienza stessa del terapeuta lo aiuta nel processo di apprendimento.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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