21 suggerimenti: #15 3 motivazioni per la mancanza di progressi

psicoterapie brevi libroSebbene, come detto la settimana scorsa, ci siano situazioni immutabili, Hoyt invita a chiedersi perché certi problemi con cui stiamo lavorando sembrano essere difficili da cambiare.

I motivi naturalmente possono essere tanti, ma in Psicoterapie brevi Hoyt suggerisce di prestare particolare attenzione a 3 situazioni ridondanti:

  • L’obiettivo è sbagliato: bisogna rifocalizzare la terapia
  • Misalliance: l’alleanza terapeutica non è abbastanza forte e il problema non viene superato perché il cliente non è ancora pronto e/o il terapeuta sta spingendo troppo
  • Errore diagnostico: non è infrequente che i problemi per cui viene un paziente possano essere sintomo di altro (ad esempio l’abuso di sostanze per la depressione, o un’ansia acuta per difficoltà relazionali)

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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5 problemi che spingono una persona in psicoterapia

Psicoterapie brevi

Ecco 5 problematiche principali per le quali una persona sceglie di andare in psicoterapia. [immagine Freepik]

Per quale motivo una persona viene in psicoterapia?

Gli studi sull’argomento sono diversi e in Psicoterapie brevi Hoyt si concentra su motivi e implicazioni che portano le persone a scegliere una terapia breve.

Tra questi vi riporto un estratto che Hoyt riprende da Theory and Practice of Brief Therapy, di Budman e Gurman (1988), che individuarono 5 problematiche principali che portano alla scelta di una psicoterapia:

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21 suggerimenti: #14 Alcune cose non si possono cambiare

psicoterapie brevi libroGià il famoso ipnoterapeuta Milton Erickson, tra le più grandi influenze delle terapie brevi, affermava che lo psicoterapeuta dovrebbe stare attento al pericolo insito nell’idea di poter aiutare tutti e di poterli aiutare per qualunque cosa.

Alcune cose rimangono così come sono, nonostante i nostri sforzi e quelli del cliente; o comunque non cambiano tanto quanto vorremmo.

Fare terapia breve significa accettare questo aspetto ed evitare l’equivalente psicologico dell’“accanimento terapeutico”.

Quando affronta questo punto in Psicoterapie brevi, Hoyt ricorda:

“L’accettazione non è una sconfitta.”

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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Perché la terapia breve è dannatamente attuale

Psicoterapie brevi libro

La situazione di crisi che viviamo attualmente rende le terapie brevi decisamente attuali. [immagine Freepik]

Sì, la terapia breve è dannatamente attuale.

Il cambiamento dell’economia mondiale, l’emergenza dei sistemi sanitari, il costo crescente della salute…

La situazione di crisi che viviamo in ogni ambito è vissuta anche dai sistemi istituzionali e privati di cura, dalle persone che hanno bisogno di una psicoterapia, e da noi stessi in qualità di professionisti e di pazienti.

Non è un caso che uno dei libri di maggior successo di Hoyt fu proprio Brief Therapy and Managed Care, in cui intrecciava lo studio delle terapie brevi a quello dei sistemi sanitari organizzati.

E c’era un tema chiave trattato tanto lì quanto, seppur in forma ridotta, in Psicoterapie brevi: quello del cambiamento della richiesta sociale.

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21 suggerimenti: #13 Attento a ciò che è “normale”

psicoterapie brevi libroNaturalmente Hoyt invita i terapeuti a riflettere sulla necessità di evitare etichette e approcci normativi, e più in generale di fare attenzione a considerare un comportamento “normale” o “anormale”.

Oltre alle varie implicazioni note a tutti gli studiosi di psicologia, il rischio di imporre una strada perché considerata “normale” porta anche a un allungamento dei tempi e a una faticosa lotta con il cliente, che nel migliore dei casi deve imparare qualcosa che gli è totalmente estraneo – e nel peggiore va contro le sue attitudini.

Un’interessante considerazione che fa Hoyt in Psicoterapie brevi, sempre più vera in un mondo multiculturale, è che definizioni come “sviluppo normale” o “struttura familiare normale” partono da studi condotti per lo più su popolazioni occidentali, spesso Europee o Statunitensi.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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La tecnica di utilizzazione in terapia breve

Psicoterapie brevi libro

Utilizzare le risorse e gli strumenti del paziente è un ottimo modo per ridurre i tempi della terapia. [immagine Freepik]

C’è un nome che più di chiunque altro ha influenzato la psicoterapia breve negli ultimi decenni: Milton H. Erickson.

In Psicoterapie brevi Hoyt parla largamente di Milton H. Erickson e del’approccio ericksoniano e della sua influenza nelle terapie brevi: non per niente l’editore che ha pubblicato l’edizione originale del libro di Hoyt è Jeffrey Zeig, tra i più noti allievi di Erickson.

In particolare, Hoyt si sofferma su tutti quegli elementi dell’approccio di Erickson che aiutano a rendere una psicoterapia più efficace ed efficiente.

E tra questi non può di certo mancare la tecnica dell’utilizzazione.

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21 suggerimenti: #12 Cura una persona, non una diagnosi

psicoterapie brevi libroIl titolo si spiega da sé.

Per illustrarvelo, però, mi permetto un’eccezione. Anziché dirvi come Michael Hoyt spiega questo passaggio vi riporto una cosa che mi raccontò una volta un altro Michael: l’ipnoterapeuta Michael Yapko.

“Ricordo con piacere Jay Haley, che mi sfidò nel modo più utile e divertente a mettere in discussione i miei assunti di base sui clienti e sul modo di fare psicoterapia. Io ero stato formato in una prospettiva psicodinamica ed ero tanto incerto quanto affascinato dai metodi dell’approccio strategico di Haley. Mi ricordo uno dei nostri primi incontri, quando ero ancora un giovane psicologo, relativamente inesperto ed estremamente desideroso di compiacere quest’uomo che ammiravo e rispettavo enormemente. Nel presentargli un caso per la supervisione speravo di impressionarlo usando alcuni dei miei migliori paroloni tecnici, descrivendogli una donna con ‘umore disforico, impulsi ego-distonici, e un disordine pervasivo di personalità instabile caratterizzata da tendenze miste e inadeguate difese dell’Io’. Chiesi ingenuamente a Jay cosa avrebbe fatto in terapia con una donna del genere. Ragazzi, avevo proprio sbagliato strada col mio maldestro tentativo di etichettate e psicopatologizzare! Jay mi fece letteralmente diventare rosso rimanendo in silenzio per un bel po’ di tempo per poi infine rispondere: ‘Io non le permetterei di avere questi problemi’. Mi ci è voluto un bel po’ di tempo per cogliere completamente le profonde implicazioni di ciò che Jay stava cercando di insegnarmi con quella semplice ma stimolante osservazione. Alla fine, dopo molte altre lezioni con lui, capii i suoi punti fissi: le persone sono molto più che etichette e bisogna sempre definire i problemi in termini risolvibili piuttosto che irrisolvibili.”

Da notare che tra i lavori citati in Psicoterapie brevi Hoyt riporta anche quelli di Yapko. I due, peraltro, sono amici di vecchia data.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
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21 suggerimenti: #11 Calza i compiti sulla persona

psicoterapie brevi libroI terapeuti del Brief Therapy Center di Palo Alto (come Paul Watzlawick, John Weakland e Richard Fisch) usavano dare dei compiti (o prescrizioni) ai propri clienti come strategia integrativa.

Uno dei problemi principali, dicevano, era far sì che il paziente accettasse di fare il compito, che a volte poteva sembrare strano, banale, illogico, paradossale.

Seguendo i loro studi e quelli di autori contemporanei e successivi (come Milton Erickson e Steve de Shazer), Hoyt in Psicoterapie brevi sottolinea l’importanza di calzare i compiti sulla persona:

“Se stai pensando di dare un compito, assicurati che ciò che andrai a proporgli sia realistico e che il cliente sia disposto a farlo.”

Alcuni terapeuti sono eccessivamente direttivi con pazienti ritenuti “resistenti”, i quali invece collaborerebbero di più nel momento in cui ciò che gli si chiede di fare viene calzato in modo sartoriale su di loro.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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