21 suggerimenti: #21 Be smart!

psicoterapie brevi libroL’ultimo breve consiglio che Hoyt riporta in Psicoterapie brevi nel capitolo dedicato ai 21 suggerimenti, può essere riassunto nel fatto di essere sempre “smart”, svegli, e guidati da un minimo di buon senso.

Per descrivere al meglio questo punto, Hoyt riporta un aneddoto tanto sottile quanto acuto:

“Come disse Jay Haley quando gli chiesero come sapesse di dover utilizzare una determinata tecnica in un determinato momento: ‘Non la useresti su qualcuno con cui non funzionerebbe.’”

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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21 suggerimenti: #11 Calza i compiti sulla persona

psicoterapie brevi libroI terapeuti del Brief Therapy Center di Palo Alto (come Paul Watzlawick, John Weakland e Richard Fisch) usavano dare dei compiti (o prescrizioni) ai propri clienti come strategia integrativa.

Uno dei problemi principali, dicevano, era far sì che il paziente accettasse di fare il compito, che a volte poteva sembrare strano, banale, illogico, paradossale.

Seguendo i loro studi e quelli di autori contemporanei e successivi (come Milton Erickson e Steve de Shazer), Hoyt in Psicoterapie brevi sottolinea l’importanza di calzare i compiti sulla persona:

“Se stai pensando di dare un compito, assicurati che ciò che andrai a proporgli sia realistico e che il cliente sia disposto a farlo.”

Alcuni terapeuti sono eccessivamente direttivi con pazienti ritenuti “resistenti”, i quali invece collaborerebbero di più nel momento in cui ciò che gli si chiede di fare viene calzato in modo sartoriale su di loro.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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21 suggerimenti: #8 Prescrivere compiti al paziente

psicoterapie brevi libroQuanto è importante dare dei compiti al cliente?

Fin dalla cosiddetta Scuola Ungherese di psicoanalisi (in particolare con Ferenczi e Rank) e dalla Scuola di Chicago (in particolare con Alexander – peraltro ungherese anche lui), e poi via via con i successivi approcci psicoterapeutici, si è visto che “far fare esperienza” al paziente è fondamentale.

Nella quasi totalità degli approcci di terapia breve il terapeuta suggerisce al paziente, in modo più diretto o indiretto, di fare determinate esperienze concrete, consapevole che ciò accelererà e migliorerà il processo di cambiamento.

Mi permetto di aggiungere che persino Freud sostenne che è consigliabile che i pazienti “durante il trattamento rimangano nelle condizioni che li obbligano ad affrontare i loro problemi via via che si presentano” (Introduzione alla psicoanalisi, 1915-1917, tr. it. p. 414).

D’altronde, se vedi il paziente un’ora a settimana, gli rimarranno altre 167 ore da vivere fuori dal tuo studio!

In Psicoterapie brevi Hoyt torna più volte sull’argomento, sostenendo che:

“La comprensione porta alla spiegazione: l’esperienza porta al cambiamento”.

 

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Direttore della collana Brief Therapies

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