3 fattori per capire se la terapia breve è adatta

Psicoterapie brevi libro

Come capire se la terapia breve va bene? [immagine Freepik]

Perché iniziare con qualcosa di più lungo e faticoso quando si può provare a cominciare con qualcosa di più breve e semplice?

Forse non tutti sanno che David Malan, a capo di un gruppo di ricerca nella prestigiosa Tavistock Clinic di Londra (roccaforte della psicoanalisi), suggerì lui stesso che, prima di impegnare un paziente in un percorso a lungo termine, fosse opportuno provarne uno breve o, meglio ancora, un’unica seduta che possa rispondere alle sue esigenze.

Solo se questi tentativi fallissero, si dovrebbe allora pensare a una terapia a lungo termine.

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11 cose da fare nel primo colloquio di terapia breve

obiettivi prima seduta terapia breve

Ecco 11 obiettivi da raggiungere in una prima seduta di terapia breve. [immagine Freepik]

Cosa bisogna fare nel primo colloquio di terapia breve?

Molti anni prima di scrivere Psicoterapie brevi, Michael Hoyt fu chiamato da Simon Budman per scrivere assieme un libro. Budman è poco conosciuto in Italia, ma nel mondo è noto per il suo apporto alla psicoterapia breve: nell’88 aveva scritto Theory and Practice of Brief Therapies insieme a un altro “mostro sacro”, Alan Gurman (noto anche da noi grazie al suo monumentale Manuale di terapia della famiglia).

Una volta, durante uno scambio con l’ipnoterapeuta Michael Yapko, questi mi disse che considerava il libro di Budman e Gurman un evergreen – e, avendolo letto, posso condividere che al suo interno ci sono molti spunti interessanti e ancora validi, sebbene siano passati quasi trent’anni dalla sua pubblicazione.

Fu quindi una piacevole sorpresa per Hoyt essere invitato da Budman a scrivere un libro insieme.

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